Tella corre tra le righe bianche del cortile. La maestra batte le mani e grida: «Alto!»
Tella punta il dito verso il cielo azzurro. Poi «Basso!» e scivola su una pozza. SPLASH.
Le scarpe fradice gocciolano sulla riga bianca. «Ohi!» fa Tella. La maestra ride: «Ancora!»
«Sinistra!» Tella inciampa su una crepa. «Destra!» Afferra la foglia che le cade sulla fronte.
«Vicino!» Guarda la riga sotto il naso. «Lontano!» Scatta fino ai tronchi, dove l'ombra è fresca.
La foglia le fruscia tra le dita. «Che cos'è, questa?» La maestra conta: «Uno, due, tre — bene!»
Tella si mette in mezzo al cerchio, braccia tese. Le mani si chiudono e il girotondo parte. Tacco, punta, tacco, punta.
«Sopra il cielo! Sotto le scarpe!» grida Tella, ma la voce si perde nella risata di tutti. La maestra frena: «Fermi! Al centro!»
Tella si gira. Il cielo è sopra, le righe sotto i piedi, gli alberi a destra e a sinistra. «Oh» fa piano, il fiato che le sfugge.
«Giù di nuovo!» Il girotondo riparte più veloce. Tella canta, e insieme vedono il cielo sempre sopra.