Leo scatta il polso. L'aeroplanino schizza su, su, fino all'arcobaleno. Nina alza gli occhi e truccina.
SQUIRK! Gli uccellini spiccano. Nina afferra la mano di Leo: «Lo seguiamo!» Le scarpe affondano nell'erba bagnata.
Il villaggio dorme sotto. L'aeroplanino plana piano, piano, verso il ponticello rotto. Il ruscello gorgoglia.
L'aeroplanino atterra sulla traversa staccata. Una volpe e un piccolo orso la tirano. Leo e Nina si fermano: «Aiuto!» Il ruscello fisma, fisma.
CLAC! CLAC! La volpe scatta e la traversa torna a posto. Leo e Nina battono il ponticello con i piedi: solido. Un passo, due passi.
Passano il ponticello, un passo alla volta. Il quaderno tra le mani. Una linea storta, un cerchio — la matita stridisce.
Un gatto sbadiglia sul davanzale. Leo indica in alto: «E quel palloncino?» Il palloncino a gas fluttua rotondo, piccolo, contro le montagne.
L'aeroplanino è piantato sulla punta del campanile. Un soffio di vento lo stacca: gira, gira, e traccia una riga di luce nella piazza.
Leo e Nina scoppiano a ridere. Forte, forte. Il rumore rimbalza sulle pietre. Il quaderno ora è pieno di storie storte.
Tornano su per la collina, spalla a spalla. Il sole è basso; il lago frulla d'oro. Nina tira la manica di Leo: «Domani?» Leo sorride.







