Spillo stende una zampetta. Sbadiglia. «Mmm.» Il cavo è caldo. Fuori, silenzio. Un silenzio che sa di foglie secche.
Una foglia dorata gira nell'aria. Toca la corteccia: tic. Poi un altro: tic. L'autunno bussa alla porta.
Le orecchie di Spillo si piegano dritte in avanti. Guarda oltre il bordo del cavo. La foglia non si ferma. Non si ferma mai.
Spillo scivola giù dal ramo. Fruscio. Le foglie sotto le zampe: crok-crok-crok. L'aria odora di terra bagnata.
Un passo. Un altro. Spillo cammina tra le foglie. Crok. Crok. Crok. La terra è fresca e umida sotto le zampe.
Spillo afferra una foglia. Scivola via. La riprende: scivola di nuovo. Pensa: «Non è giusto.»
Spillo sbuffa forte. BOOM. Tutte le foglie saltano in cielo. Si disperdono. Ne prende una. Ne prende due. Nessuna resta.
Un guizzo di vento. Dritto sulle spine. La foglia scatta: come un bottoncino. Spillo si ferma. La guarda. Pensa: «Questa resta.»
Spillo cammina via. Tic. Tic. Tic. La foglia fa il ritmo. Non se ne va. Non se ne va affatto.
Spillo scivola nel cavo. Depone la foglia sotto la guancia. Fruscio d'oro. Fuori: crok-crok-crok. Foglia dopo foglia. L'autunno continua.