Lucky tira la gonna di Greta verso la battigia, miagolando un ritmo urgente. Greta lo segue, gli occhi spalancati e un sorriso che le sale alle guance, mentre il sale dell'aria le brucia lievemente il naso. Arrivati all'acqua, Lucky si tuffa e nuota verso un'isola che non c'era ieri.
Greta nuota dietro a Lucky, le braccia che tagliano l'acqua fresca, finché non raggiungono la riva sabbiosa dell'isola sconosciuta. Lucky miagola di nuovo, e dalle fauci di Greta esce un suono — una storia che non sapeva di avere. Attorno a loro, pesci di luce nuotano tra le radici degli alberi, e Greta allunga la mano per toccarne uno, ma si dilegua come fumo.
Lucky si ferma sulla riva e miagola, guardando verso il bosco. Greta lo raggiunge, il cuore che batte forte. Si guardano, e nel silenzio tra loro c'è un mondo intero da attraversare.
Greta si siede sulla sabbia, stringe Lucky contro il petto, e inizia a parlare — raccontando la sua storia, quella del gatto che miagola messaggi e della ragazza che ascolta. Le parole escono fluide, e i pesci di luce si avvicinano, danzando intorno a lei come lucciole. Quando Greta finisce, il silenzio cala sull'isola, rotto solo dal miagolio soddisfatto di Lucky.
Le parole di Greta salgono come bolle d'argento e i pesci le seguono, brillanti e vivaci. Lucky la guarda con occhi rotondi, come se anche lui stesse ascoltando per la prima volta.
Greta torna a nuoto con Lucky, e dietro di loro i pesci di luce si disperdono verso il villaggio, tornando alle case dove sono stati dimenticati.
La sera, Greta si siede alla finestra, ascoltando i miagolii di Lucky che ora suonano come ringraziamenti.
La spiaggia è silenziosa, ma l'aria profuma di storie ritrovate.