Spinello aggrappa le zampine alla corteccia. Uno, due, tre — scivola. Riprova.
Sopra, tra i rami, brilla una foglia dorata. La guarda. Guarda ancora.
Spinello impila tre funghi grassi. Sale sopra. Ton. Ton. Ton.
SPLASH! Finisce nella pozza di muschio. Bagnato. Zuppo. Le zampe gli colano d'acqua.
SUFFIO! Un vento attraversa il bosco. La foglia dorata stacca e volteggia, volteggia, volteggia.
PLAF! Atterra su un ramoscelo basso, proprio dove Spinello può allungare le zampine.
Lui la annusa. Sa di miele. Calda. Appiccicosa.
Spinello si siede sulla foglia dorata. La foglia si piega. Di più. Poi regge.
In alto. Sotto di lui, il bosco si apre in onde verdi. La bocca gli resta aperta. Un piccolo 'oh.'
Spinello appoggia il mento sulle zampine. Alza il muso al vento: terra bagnata, pino. Una zampa sulla foglia. Non scende. Non ancora.