Gigio striscia nel bosco buio. L'enorme cappello da strega gli ricade sugli occhi. «Mamma mia, non ci vedo!»
Lo spinge su col muso. Flop. Di nuovo in faccia. Le lanterne dondolano sopra, lente, arancioni.
Mimi atterra sul ramo e batte le ali. «Gigio, sembri un fungo col cappello!» ride.
Il vento delle lanterne soffia. Il cappello scivola ancora. Gigio inciampa su una radice. TAC.
Tre tentativi: sotto l'ascella, col filo di ragno, dalle ali di Mimi. Niente. I luppo-manne ululano in lontananza.
Un getto d'aria porta l'ultimo ululato. Il cappello vola via. Gigio lo rincorre carponi sul muschio.
Mimi lo cattura tra le ali. «Siediti.» Gigio si siede; lei glielo sistema in cima alla testa. Resta.
Sul ramo del vecchio noce, il cappello è al suo posto. La luna piena sorride, tonda e dorata. Silenzio.