Il Natale di Lenticchia

"Il Natale di Lenticchia" è un libro illustrato in stile Acquerello con protagonista elfetta di francesca romani per 6-9 anni — creato con Doodara, il creatore di libri illustrati con IA per bambini

di francesca romani · Acquerello · 6-9 anni · elfetta · 8 pagine

la gioia del Natale condivisa

Sette inverni di fila, i palmi battevano il tempo — ta-tà, ta-tà — sotto travi gocciolanti di neve. Nella bottega profumata di pino, gli elfetti infiocchettavano l'ultimo pacco mentre la luce della vetrina tremolava dorata. Lenticchia rideva, le dita tambureggianti sul legno. Il mondo fuori era bianco e silenzioso; lì dentro, il ritmo non si fermava mai.

CRASH! La porta volò via e un freddo verde si infilò tra le travi. Un'ombra enorme inghiottì la luce della vetrina e Pandoro si piantò davanti a quella sagoma, le braccia a scudo. «Qui non rovini niente, capito?» La sua voce era piccola, ma i piedi erano fermi.

Il Grinch grattò il pavimento con lo stivale — gratta, gratta — poi raccolse tre palline di vetro e le strinse tra le dita. Crack. Crack. Crack. I frammenti pioverono sul legno. Gli elfetti indietreggiarono fino al bancone, gli occhi sgranati, mentre il silenzio dopo il terzo tonfo pesava come piombo.

Lenticchia afferrò il bordo del tavolo, le nocche strette, e mormorò: «Una... due... tre...» Ma il Grinch afferrò la campana a stella e la tirò — CLANG! Il metallo urlò, le ghirlande tremerono, gli elfetti si tapparono le orecchie. La rima si spezzò a metà; Lenticchia deglutì e guardò quel pugno enorme.

Lenticchia si slanciò oltre il bancone, pescò il tamburello dalla tasca del grembiule e lo fece tintinnare dritto verso il Grinch — tin, tin-tin, tin. «Vieni a cantare con noi», disse, e il legno picchiettava il suo polso, ruvido e vivo. Il ritmo era un invito, non una richiesta. Fuori, la neve cadeva senza sosta.

Il Grinch si crocchiò, le braccia conserte, e sbuffò una nuvola di vapore che appannò i vetri della vetrina. Ma il suo piede pesò sul legno: una volta, due volte. Un battito storto, ma un battito. Lenticchia non mollò il tamburello, e gli elfetti ripresero il verso, più piano, quasi un sussurro tra le travi bagnate.

Pandoro ciuffò il Grinch per la manica: «Prova tu, su, una sola parola.» Il Grinch aprì la bocca e il suono ne uscì rozzo, stonato, enorme — la bottega tremò. Poi la voce si piegò verso la melodia e le sillabe si incastrarono. Il Grinch si lasciò andare e rise: una risata secca come crepacci di ghiaccio, ma rideva.

Il Grinch si sedette a terra tra i pacchi, la campana a stella rovinata in grembo, e la suonò stonata a ogni ta-tà. Pandoro gli infilò una sciarpa verde attorno al collo e gli batte la mano sulla spalla. Lenticchia gli fece un cenno del mento, un sorriso piccolo e storto. Fuori, le montagne erano bianche e silenziose; dentro, il ritmo batteva una nota in più.

Doodara

Il Natale di Lenticchia

francesca romani