Il bosco respira. Foglie d'oro, di rosso, di arancio scivolano dolcemente dai rami.
Rino si infila sotto il fungo altissimo e gratta le zampe sporche. Fiuta l'aria. Le orecchie a punta puntano avanti.
«Dove siete, foglioline?» mormora Rino tra sé. Un soffio di vento gli storce il muso. Lui non si muove.
Rino si arrampica dentro la cavità della quercia. Afferra una foglia rossa con gli artigli. La guarda da vicino.
FOOMP! Il vento gliela strappa via. Resta lì, zampe aperte, a guardare il buio umido che puzza di corteccia bagnata.
Lo scoiattolo precipita dalla cima, tre foglie arancioni tra i denti. Un uccellino si posa sulla schiena di Rino.
«Sotto! Gratta!» grida lo scoiattolo. Riconvolcano il tronco. Il muschio è freddo. Rino scuote la testa: «Non sono quelle.»
WHOOSH! Un turbine di foglie dorate, rosse e arancio si abbatte attorno a Rino. Un cuscino tondo e soffice. Lo scoiattolo balza indietro.
Rino preme un artiglio sulla pila. Scricchiola. Soffia, come un sospiro. L'uccellino si seppellisce nel piumaggio.
Rino si arrotola al centro, il muso sotto la foglia arancia. Lo scoiattolo gli mette una foglia rossa come coperta. Chiude le occhiette. Un piccolo sorriso.