Sotto le stelle, un tavolino di legno aspetta tra i pini. Due piatti, due forchette. La radura tace.
Fiamma versa la pappa bollente nei due piatti. Poi, tra i pini, la cicogna arriva dritta come un bastoncino. Ploc: un ago di pino cade sul tavolo.
Fiamma lecca il piatto in un baleno. Fuf — pulito. La cicogna si siede e allunga il becco piatto verso il suo piatto.
Becco piatto. Gratta, gratta… niente. Piega il collo, gratta di nuovo… ancora niente. Inclina il piatto: la pappa resta ferma.
Toc, toc, toc: il becco batte sul legno. La cicogna spinge il piatto via. La pappa resta lì, incollata alla ceramica.
La cicogna si alza; il piatto scivola sul legno bagnato. Guarda il piatto vuoto, poi il proprio. Le zampe di Fiamma tremano tra i due piatti.
Fiamma mette le zampe sulle spalle della cicogna. «Mi dispiace, amica mia. La prossima volta cucineremo insieme.» Il becco clicca una volta, piano.
Fiamma trascina i due piatti vicini, uno sull'altro. Una torre piccola da cui ripartire domani. Sopra, le stelle tremano nei rami dei pini.