Un fischio acuto taglia il silenzio. Fischio si affaccia dal finestrino mentre il vecchio treno corre verso il tramonto.
Tra i fumi appare un altro treno. Fischio lo segue con gli occhi: «Ciuf-ciuf!»
Il fumo copre tutto. Fischio apre il finestrino, e una nuvola entra lasciando un baffo nero sul naso.
Fischio soffia forte. «Puff!» La nuvola esce dal finestrino e il naso torna pulito.
Il vecchio treno rallenta davanti a una stazione vuota. I freni stridono: scricchiola, stride, si ferma.
Fischio guarda i binari, la panchina e il cartello che dondola. Non c’è nessuno.
Quando il sole tocca l’orizzonte, una sagoma appare sulla banchina e alza una mano. Fischio si sporge e saluta con tutte e due le mani.
La sagoma risponde al saluto. Per un momento, il vetro dorato unisce il treno e la banchina.
Il fischio della locomotiva richiama il treno. Fischio si risiede al finestrino: «Andiamo.»
La stazione si allontana. Il paesaggio scorre veloce, e Fischio prosegue con un sorriso, sapendo di non essere solo.