Foglietta osserva le foglie più grandi spiraleggiare giù dai rami, i loro margini rosso acceso e oro. Il vento autunnale le sfiora l'orecchio e le sussurra un segreto troppo piccolo per essere udito. Si appiattisce contro la corteccia.
Una folata improvvisa le solleva il bordo e il sussurro diventa chiaro: «Danza con me». I suoi margini si accartocciano per il dubbio, ma un rametto secco tintinna contro un altro ramo, un suono che sembra una risata.
Foglietta si stacca e cerca di planare verso il basso, ma riesce solo a fluttuare incerta prima di atterrare in un tappeto di muschio. Risale e riprova.
Questa volta cattura una controcorrente che la fa ruotare in cerchi stretti finché non si schianta contro un grappolo di bacche. Il vento ritorna, guidandola con un soffio leggero.
Le bacche rotolano via con un sonoro «pop», un invito a riprovare ancora. Foglietta chiude gli occhi, ascolta la melodia del vento e si lancia.
Non già verso il basso, ma di lato, cavalcando una corrente vorticoso che la porta fino al centro della chioma. Ruota tra i rami, i suoi margini rossi che catturano la luce.
Ruota tra i rami e ogni giravolta sparge una polvere dorata nell'aria. La foresta risponde: le ghiande tintinnano, i funghi inclinano i cappelli.
Uno scoiattolo addormentato apre un occhio, la coda che si muove a tempo. Un fruscio allegra le sfugge dalle fibre e gira più veloce, invitando tutto il bosco a unirsi.
Foglietta atterra con leggerezza su un ramo basso, i margini ancora luminosi del colore autunnale, e osserva la foresta che continua a muoversi in ritmi gioiosi.
Un giovane germoglio si allunga verso di lei, le foglie che tremano in un lento applauso. I suoi margini si distendono, più larghi di prima.
Umida una melodia silenziosa che corrisponde al sussurro del vento; gli alberi oscillano in risposta mentre lei si avvolge con il suo bordo attorno a un seme maturo.
Custode della nuova crescita. Il vento soffia leggero tra i rami, e la foresta intera sussurra: «Grazie».