Bussola scava nella tana e tira fuori un foglio stropicciato, pieno di linee rosse e puntini azzurri. Lo annusa: sa di sale e di pino.
Lo srotola, lo nasconde sotto la coda e corre fuori. Gli artigli grattano la terra: skrr, skrr.
Tra le colline toscane, un farotto si accende in cima a un colle e ronza. Le canta il nome della valle in una nota lunga, come l'acqua in un ruscello.
BAF! Tappa la zampa sulla pietra: TUM. Il vento porta via il suono.
Sulla spiaggia del Mediterraneo, un farotto galleggia nel mare, tutto blu-verde. Canta il nome dell'acqua in un rullo lento. Bussola gli fa uno schiaffo d'acqua: SPLASH!
Il farotto ride in un crepitio, come un tuono piccolissimo. Lei si bagna la coda e segue la linea puntinata verso la montagna.
CRAC, CRAC. Le zampe scivolano sul ghiaccio. Un farotto bianco lampeggia e sussurra così piano che deve premere l'orecchio contro la roccia. La montagna ruggisce. Bussola urla il nome nel vento.
Il fuoco crepita. Stende la mappa, piena di zampette e macchie di sale. Un'amica sbadiglia e si arrotola. Bussola si addormenta, il naso che borbotta le parole dei luoghi lontani.