Leo indossò il mantello verde e si appese lo zaino alla spalla. Davanti a lui, tra i rami bassi, si aprì un sentiero che non c'era un secondo prima. Un fruscio leggero salì dall'erba umida.
Leo fece un passo, poi un altro. Le foglie scricchiolavano come carta vecchia. Da un cespuglio spuntò una volpe arancione e gli fece cenno con la coda: seguilo.
Leo seguì la volpe su un sentiero di sassi bianchi. Un gufo volò basso accanto a lui, e un coniglio rimbalzò da un tronco all'altro. Tutti lo guidavano verso il colle.
Arrivati sul colle, il castello si stagliava maestoso. Ma la porta era chiusa. Leo bussò, chiamò, ma nessuno rispose. Come avrebbe fatto a rientrare?
La volpe e gli amici si fermarono,guardandolo. Leo inspirò forte. Si ricordò dello zaino, lo aprì e tirò fuori una bussola rossa che aveva dimenticato di avere.
La bussola girò, roteò, poi puntò dritta verso il sentiero di ritorno. Il vecchio mago sorrise. 'La strada c'è sempre,' disse. 'Basta saperla cercare.'
Leo sorrise. Salutò la volpe con la mano, si strinse il mantello verde e ripartì. Questa volta non aveva paura. Sapeva che la strada ce l'avrebbe aiutato.
Il sentiero lo condusse giù dalla collina, tra alberi che si aprivano come porte. Il mantello verde ondeggiava leggero. Il bosco tremava, felice di rivederlo.
Ogni passo lo riportava più vicino a casa. Gli uccelli cantavano, il vento accarezzava i rami. Il bosco incantato sembrava dirgli: 'Torneremo a vederci.'
E quando Leo varcò l'ultimo sentiero, il bosco si richiuse delicatamente alle sue spalle. Tutto era tornato normale. Ma lui sapeva la verità: il cammino era sempre stato lì, pronto a ricominciare.