Nobody e i confini

"Nobody e i confini" è un libro illustrato in stile Anime con protagonista bambina di Nobody per 6-9 anni — creato con Doodara, il creatore di libri illustrati con IA per bambini

di Nobody · Anime · 6-9 anni · bambina · 24 pagine

Un corpo è un giardino che: nessuno può entrarci senza permesso. Se qualcuno fa cose che fanno male o chiede un segreto pesante, non è un gioco.

Nobody dipingeva blu su un foglio, seduta al tavolo della cucina. Fuori dalla finestra, il sole del pomeriggio faceva quadrati chiari sulle piastrelle. L’amico di lavoro del papà entrò nella stanza e si fermò vicino alla sua sedia a guardarla pitturare.

Nobody fece scivolare indietro la sedia, piano piano. Non le piaceva che la guardassero mentre disegnava. L’uomo le posò una mano sulla pancia. Si chinò e sussurrò: «Non raccontarlo a nessuno: è un segreto».

Il pennello le sfuggì dalle dita. Splat! Una macchia blu si aprì sulle piastrelle, larga come una pozzanghera. Nobody guardò il pennello a terra e disse appena: «No».

Nobody si spostò dietro il tavolo, tenendo distanza tra sé e l’uomo. Le sue dita strinsero il bordo del piano. «Fermati», disse. «Non voglio che mi tocchi e non voglio questo segreto.»

L’uomo fece un passo verso il tavolo. «È solo un gioco», disse, con una voce bassa. Nobody scosse la testa una volta e si nascose dietro la sedia.

Nobody afferrò il disegno con entrambe le mani. Lo tenne stretto contro il maglione e corse verso la porta. Dietro di lei, l’uomo disse il suo nome, ma lei non si voltò.

Toc toc toc. Tre colpi suonarono alla porta. Nobody allungò subito la mano verso la maniglia. «Entra!» disse ancora prima di vedere chi fosse e prima che l’uomo potesse dire un’altra parola.

Alla porta c'era Some, la sua amica del cuore. Entrando, chiuse la porta dietro di sé. Vide la macchia di tempera blu sul pavimento della cucina. Nobody indicò il collega del padre e disse: «Mi ha chiesto di non dirlo».

L’amica mise le braccia intorno ai fianchi e disse:. «Allora lo diciamo insieme a una persona adulta fidata», disse sicura. Nobody fece un piccolo cenno con la testa. La sua mamma era di sicuro l'aiuto perfetto.

Sul tavolo, Nobody stese il foglio e prese un pastello verde. L’amica ne scelse uno giallo. Insieme disegnarono un giardino tutto intorno ad un cancelletto blu: erba, sentieri e margherite con petali larghi.

Poi Nobody scelse il pastello rosso. Provò a tracciare una X proprio nel punto dove non si doveva entrare. Sotto la X, scrisse piano, lettera dopo lettera: “NO”.

Crrric. Il pastello rosso scricchiolò forte sul foglio. L’amica indicò la X con la punta della matita gialla. «Si entra solo quando Nobody dice sì», disse.

Nobody teneva il foglio piegato tra le mani, corse nella stanza con la grande libreria. La mamma era seduta a leggere, alzò lo sguardo sorpresa. «Non so raccontarlo tutto», disse Nobody.

L’amica appoggiò il disegno sul tavolo di legno. Lo aprì con cura, mostrando alla mamma della sua amica il giardino, la X rossa e il grande “NO”. «Possiamo partire da qui», disse.

La mamma si spostò per vedere meglio il disegno. Guardò il foglio, poi guardò Nobody. «Ti ascolto», disse. Nella stanza si sentiva soltanto il tic tac dell’orologio.

Nobody indicò la X rossa. «L’uomo si è avvicinato e mi ha toccata quando non volevo», disse. Poi aggiunse: «Mi ha detto di non raccontarlo a nessuno. Ha detto che era un segreto».

La mamma impallidì e si alzò subito e andò alla porta. Parlò con il collega del marito e tornò nella stanza e disse: «Hai fatto bene a parlarmene. Non resterai sola con lui».

Nobody lasciò il dito sulla X ancora per un momento. L’amica sedette accanto a lei sul tappeto, senza parlare. La mamma mise un bicchiere d’acqua sul tavolo e rimase lì. Chiese un abbraccio alla figlia che le balzò tra le braccia.

Nobody prese un grosso pennarello nero. Sul margine del foglio scrisse la parola “segreto”, poi la cancellò con una riga decisa. Non ci sono segreti nel dire "No".

Pop! In quel momento il papà le portò un cancelletto vero dal quale spuntarono fiori ritagliati. L’amica scoppiò a ridere, sorpresa, e batté le mani una volta. Nobody esplose in un sorriso meraviglioso e corse tra le braccia del papà.

Nobody disse a gran voce: «Questo è un gioco che mi piace» Le parole restarono nell’aria, chiare come la X rossa.

Il giorno dopo dal corridoio di casa arrivava luce del mattino e una striscia d’aria fresca passava tra le stanza. Il papà di Nobody aveva cacciato il collega dal lavoro e aveva montato nella notte un cancelletto per la figlia, per premiarla del coraggio di aver parlato.

Toc toc. L’amica aspettò fuori dalla porta della cameretta, con le mani dietro la schiena. «Posso entrare?» chiese. Nobody guardò il cancelletto sul foglio, lo aprì con gioia e fece cenno di sì.

Le due bambine si sedettero sul tappeto e dipinsero nuovi fiori sul retro del foglio. Dalla cucina arrivò la voce della maestra: «La merenda è pronta!». Entrambe corsero in cucina a gustarsi il ciambellone appena sfornato.

Doodara

Nobody e i confini