La luce del sole entra a fiotti dalle grandi finestre. Quattro angoli ronzano di battimani, cantilene e pacchi di carta che si spostano. In un angolino tranquillo, una pila di libri illustrati aspetta.
Wren spunta la testa sopra il libro più alto. Si tira la manica. «Da che lato sono?» sussurra. Le pagine scricchiolano, forte e forte nel silenzio.
Wren marcia verso l'angolo della musica. PAF! La sua farfalla di pastello ceroso si incolla piatta sul tamburo. Il bambino del tamburo si blocca, gli occhi spalancati e rotondi.
Tap-tap-PAF. Wren batte il ritmo con i piedi mentre il bambino percuote il bong giallo brillante. Il disegno scivola indietro, adesso coperto di puntini rossi. Wren lo afferra.
Wren stringe il foglio punteggiato e fischietta, tremolante e piccolo. Cinque note, poi silenzio. Il tavolo della natura la aspetta proprio lì davanti, foglie sparse come coriandoli colorati.
Allinea cinque foglie, dalla più grande alla più piccola. Il bambino delle foglie bagna un pino nella melma marrone e lo preme su una scheda vuota. Crac.
Wren tiene la scheda impastata in una mano e il disegno punteggiato nell'altra. Il cartoncino scricchiola sotto il suo pollice appiccicoso. «E adesso?»
Wren marcia al centro della stanza. Sbatte il disegno a terra, batte il ritmo lungo il bordo del foglio e posa la scheda del pino accanto.
SPLOOF! Una palla di creta morbida rimbalza dal naso di Wren e si schiaccia proprio al centro in un sole storto. Tutti i bambini restano immobili. La bocca di Wren resta aperta. «Oh.»
Le mani premono foglie, battono ritmi, timbrano canzoncine, punteggiano disegni su tutto il grande foglio. Wren preme le dita appiccicose piatte accanto al sole di creta. Il foglio fruscia. Tutta la stanza ronzza.