"FSSSS!" La maestra fischia e i bambini si riversano nel cortile. La luce è così forte che tutti strizzano gli occhi.
"SOTTO!" grida la maestra. I bambini si rannicchiano dietro le panche di pietra. Ludo rimbalza sulle punte, gli occhi puntati verso il sole tra le foglie.
Le scarpe di Ludo fischiano sull'acciottolato. Lui si inginocchia proprio dove la sua ombra tocca la pietra, non dove ha detto la maestra.
"DESTRA! SINISTRA!" I bambini ruotano con le braccia al vento. Una bambina si impiglia il braccio dietro la schiena di un compagno e ride forte.
Ludo obbedisce, ma un angolo del suo occhio strizza verso il centro. L'ombra della meridiana si allunga come un dito scuro. Lui si gira, si rigira.
"SOTTO!" di nuovo. Ludo striscia sotto la panca testaprima, le gambe dritte in aria. Il mondo gli appare completamente rovesciato.
Il sole brilla in una pozzanghera e l'ombra della meridiana gli striscia sul naso. Ludo sputacchia, ridacchia, e vede la luce a centimetri dal mento.
"SOVRA! MI SENTO PROPRI SOVRA!" Ludo sbuca dalla panca, dita puntate verso il buco di cielo, braccia tirate in su. La sua voce rompe il silenzio.
La bambina gli afferra la mano e salta insieme a lui. Per un attimo, il sole tocca le loro punte dei piedi.
La maestra fa un "psst" piano. I bambini si sparpagliano ridendo. Ludo si siede sull'acciottolato tiepido, bussa due volte sulla pietra: "Ciao, dietro."