Il vento ruggisce tra i tronchi alti. Le foglie staccano. Girano. Come farfalle colorate nel bosco.
Spino si rannicchia dietro un tronco. Zampette chiuse. Una foglia gli sfiora il naso. «Aaaà!»
La foglia rimbalza via. E diventa arancione. Lì. Davanti a lui.
Spino rincorre le foglioline sul sentiero di corteccia. Le afferra: scappano. Di nuovo: scappano.
Un vortice giallo-arancio gli rimbomba davanti. Spino si copre gli occhi. Aghi piatti sulla schiena.
Il vortice sibila. Poi: silenzio. Le zampe restano ferme sopra gli occhi.
Una foglia scende. Lenta. Piegata a metà. Dorata nella luce.
Atterra tra le zampe aperte. Spino apre gli occhi. Piano. La foglia è verde. Poi dorata. Poi rossa.
Ambra, rame, un luccichio nuovo. Lui smette il viso storto. «Oh».
Altre foglie toccano le guance. Secche, leggere. Lui chiude gli occhi. Dondola. Sorride. Gira. Le ultime si annidano sotto il mento.