Spino si sporge dal suo letto di muschio umido. CRASH! Un ramo cade con un tonfo secco.
Il terreno è un mare di oro, arancio, rosso. Le foglie rotolano piano, piano, dappertutto.
Spino raccoglie le foglie più belle nelle sue zampette. Le gira. Le annusa. Le sceglie una a una.
La notte porta brina. Spino intreccia le foglie. Il filo d'erba si accavalla, si incastra, si annoda.
Si spezzano. Una. Due. Tre. Spino le raccoglie di nuovo. Le intreccia. Di nuovo. Ancora.
Il mantello è finito. Troppo grande. I bordi toccano il pavimento da tutte le parti.
Spino guarda fuori. Il vento cala a un sussurro. Le querce non frusciano più.
La brina luccica sull'ingresso della tana. Un collarino minuscolo. Spino guarda. E aspetta.