Tantetinte nuota verso una grotta lucente. Tra i coralli, conchiglie formano una parola: «CALAMARO». È una parola grande, spaventosa. Tantetinte sbatte la coda e ride.
Con un coltellino di corallo, Tantetinte inizia a scavare sotto le conchiglie. Ma le lettere tremano e cadono come sassi in acqua. Le conchiglie si sparpagliano per il fondo.
Tantetinte raggiunge una prateria di posidonia. Un granchio batte le chele rosse su una pietra: «RAGANASELVE!». Tantetinte si gratta la testa con una pinna e ricopre la scritta con alghe nere.
Il vento sottomarino sposta la sabbia e rivela un'altra incisione: «PSICHE». Tantetinte fissa la P muta, poi posa un pezzetto di corallo rosa sopra la lettera. «P… S… I… C… H… E».
Un ragno di mare sfreccia accanto a Tantetinte. Le sue bolle formano le stesse lettere in aria: P-S-I-C-H-E. Tantetinte le segue con gli occhi, incantato.
Un corallo nero blocca la via. Subito sotto, perle luminescenti si accendono: «GNOMME». Tantetinte allarga le branchie e tira con tutta la forza.
Tantetinte tira e tira ancora. Il corallo si spacca! Le perle rotolano via formando una fila perfetta. «GNOMME!» esulta Tantetinte.
Tantetinte fa un salto mortale, splash, tra le bolle! Le perle brillano nella fila ordinata. Il mare gli fa festa intorno.
Tantetinte nuota verso casa, la grotta lucente. Le bolle lo accompagnano, leggere, come farfalle di mare.
Tantetinte torna alla grotta. Le lettere di CALAMARO brillano ferme e ordinate. Si siede, accarezza la scritta con la coda e sorride. Il mare canta piano. Tutto è in pace.