Il canestro di giunco scivola dalla riva fangosa e si tuffa nell'acqua. Plaf!
L'acqua spinge il canestro lontano. La notte scende. Bum... bum... bum.
Mosè avvolge il suo dito piccolo nel filo di giunco. In alto, una grande luna.
L'alba. Il canestro sbatte sui gradini del palazzo di pietra. Bum!
Mosè ride e si calma. All'improvviso, un uomo dà un gentile calcetto al canestro: «Un canestro di giunco... sulla porta del palazzo? »!
Le grandi mani sollevano Mosè. Un silenzio lunghissimo. Poi: Aiaa...
Una mano leggera gli accarezza i capelli. Mosè chiude gli occhi e sorride.
Mosè è grande adesso. Sta sulla riva del Nilo e tira un vecchio filo di giunco tra le dita. «Krab... krub... krub.»
Scuote la testa e sorride. L'acqua fresca gli bagna i piedi.
Lascia il filo e cammina verso casa.







