La porta del forno si chiuse con un clic. La teglia scivolò dentro. La vaniglia si diffuse nella cucina accogliente. Wigglesby saltò su una sedia e abbaiò: “Adesso? È ora della torta?”
Wigglesby si muoveva sotto il tavolo. Poi sbirciò attraverso la finestra del forno. Poi camminò oltre le ciotole da mescolare con zampette di cucciolo tap-tap-tap. “Aspettare è così lento,” sospirò Wigglesby.
Wigglesby corse verso il forno e premette una zampa sulla maniglia. POP! Il timer da cucina saltò su con un forte ding. Wigglesby rimbalzò all'indietro su un asciugamano infarinato. Una piccola nuvola bianca si sollevò. Wigglesby si fermò immobile e guardò il timer.
Così Wigglesby aspettava sul pavimento. Hummm, contò Wigglesby. Uno. Hummm. Due. Finalmente, il timer suonò per davvero. Uscì la torta, dorata e fumante. Il caldo zucchero riempì la cucina. Wigglesby si eresse alto e fiero, poi prese il primo morso felice.